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martedì 5 novembre 2013

L'avanzata brassicola nel Cilento - Il Birrificio dell'aspide


Il Cilento giorno dopo giorno sta crescendo esponenzialmente coinvolgendo molte realtà gastronomiche tra le quali vino, vini liquorosi, vini spumanti, liquori , distillati, formaggi, salumi e da qualche anno anche le birre.
Credo che il Birrificio dell'aspide sia stato il primo ad effettuare una produzione qualitativamente significativa nel Cilento, producendo con maestria diverse tipologie di birre, tutte con caratteri organolettici molto inequivocabili. Oggi vorrei proporre la degustazione di quattro (su cinque) delle birre prodotte dal mastro birraio Vincenzo Serra.
Per la degustazione ho utilizzato un calice tecnico per la birra che sta comparendo da qualche tempo sul mercato dei bicchieri per agevolare la liberazione e stratificazione del Flavours; il calice TEKU, collaborazione tra Teo Musso, geniale birrario Baladin e Kuaska, degustatore e giudice birraio universale. Un classico calice da vino con una camera di ossigenazione mediamente ampia che tende a chiudersi verso l'imboccatura, dove abbiamo un " risvolto" di circa due centimetri del bicchiere verso l'esterno.

La prima birra ad aver degustato è la  Blonde, una Golden Ale 5.5% che nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino leggermente velato, schiuma mediamente persistente di colore bianco. I Flavours  che si liberano nel bicchiere sono essenzialmente di frutta a polpa gialla come l'albicocca, legata a qualche frutto esotico più zuccherino come il mango. Dolce nel palato, con poca sensazione di luppolo, dove emerge oltre le note fruttate qualche sentore  citrico; una birra dai toni freschi con una ottimo watering.

La Fenix invece è un American Pale Ale 5.8% , che si libera nel bicchiere con un colore ambrato cristallino, e una schiuma persistente di colore bianco.  in questo caso i flavours sono  di speziato dolce come la cannella e qualche accenno alla vaniglia, ma anche di  erbe aromatiche come la salvia e la lavanda. Nel palato piacevolmente amara dove il luppolo s'impadronisce dei nostri sensi, con un ottimo corpo.

La terza birra che ho degustato è la Gairloch - Dark Scozzese 7% , e qui il mio gusto personale che tende sempre a preferire birre scure trova una compagna davvero eccellente. Il colore della birra è un ambrato scuro quasi ebano,  con una schiuma abbastanza persistente  di un bellissimo color cappuccino. I Flavours sono eccezionali, inequivocabile e deciso le note di banana con cioccolata vanigliata, che si cambia di posto con toni caramellati quando si scuote il bicchiere. Nel palato è una birra che è abbastanza lunga, con un ottimo watering che accompagna la componente dolce. Questa è una birra che ha una versatilità nell'abbinamento davvero ampia, partendo da cibi di mare sapidi, o salumi mediamente stagionati fino ad arrivare addirittura con alcune riserve nell'abbinamento di dolci con base di cioccolato

L'ultima provata, la  Nirvana in stile belgo, da  7.8% - ha un bel colore giallo paglierino dorato, velato nel bicchiere rispecchiando lo stile da cui proviene, sviluppando una schiuma mediamente compatta.  i Flavours sviluppati all'olfatto sono decisamente di note agrumate  un poco confuse, mentre nel palato sono decisamente più nette, enfatizzate dal corpo alcolico che riempie completamente la bocca con una sensazione di pseudo - calore. La componente morbida nel palato è egregiamente supportata dall'amarezza del luppolo, presentandosi come una birra davvero piacevole nonostante lo spessore della sua struttura.
 
Insomma delle birre veramente eccezionali con caratteri davvero inequivocabili che permettono di creare a nostro piacimento svariati abbinamenti. Io personalmente le preferisco abbinare a formaggi di diversa stagionatura, e laddove incontriamo una birra piacevolmente amara, si presta ottimamente in abbinamento con cacio-ricotta di capra del Cilento e confetture di albicocche;
 
                                                                     Provare per credere!!! 


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